Musica liquida: network player con MiniPC e Daphile? Fattibile!

Oggi parliamo di musica liquida, ed affrontiamo l’argomento con una delle domande più classiche che ogni appassionato audiofilo si pone: quale lettore di rete acquisto, per poter ascoltare la mia musica liquida?

Che si tratti di musica salvata nei nostri archivi personali (Hard Disk, Nas, etc.) o disponibile con i servizi di streaming a pagamento (Tidal, Qobuz, etc.) il discorso non cambia. Semplificando: abbiamo bisogno di “un dispositivo” che legga i file e li trasmetta ad un convertitore digitale analogico (DAC), che successivamente si occuperà di inviare il segnale al nostro amplificatore.

Beelink_Topping

Al momento della redazione di questo articolo, per ottenere il nostro scopo, possiamo scegliere tra prodotti “all-in-one” che al loro interno hanno sia un lettore di rete che un DAC, oppure scegliere dispositivi separati e dedicati alle due singole funzioni.

La differenza sostanziale tra i due sistemi, guardando ciò che di buono hanno da offrire, è che nel primo caso (all-in-one) vincono la facilità di installazione e l’immediatezza di utilizzo, nel secondo caso (dispositivi separati) vincono una maggiore flessibilità e facilità di aggiornamento. Queste caratteristiche, già da sole, dovrebbero farvi propendere per la scelta di un sistema piuttosto di un altro. Ad alcuni di noi piace sedersi ad ascoltare la propria musica senza troppi pensieri, godendo di quello che il dispositivo scelto ha da offrirci, ad altri di noi piace avere più margine, sperimentando e ricercando diverse combinazioni, che ci facciano godere al meglio la nostra musica.

Personalmente ho optato per avere nella mia catena HiFi due dispositivi separati e dedicati ai diversi scopi (lettore di rete da una parte e DAC dall’altra). Vi confido che nel mio caso, più che la possibilità di sperimentare combinazioni diverse di prodotti, hanno prevalso:

  • la facilità di aggiornamento che offre questa modalità, necessaria per seguire i continui sviluppi del mondo della musica liquida, update difficile con un sistema chiuso che dipende dal “nuovo firmware” rilasciato dal produttore di turno (ammesso e concesso che lo rilasci);
  • la possibilità di scegliere dove investire di più economicamente, risparmiando ove possibile per il lettore di rete (poi vedremo il perchè), ed investendo risorse maggiori nella sezione DAC (anche qui, vedremo il perchè).

MiniPC e DAC, un bel salto nel buio!

Dopo i soliti approfondimenti e le infinite ricerche, invogliato dai feedback positivi di molti appassionati ma con tutti i dubbi e le diffidenze del caso, ho azzardato la soluzione che mi sembrava “più lontana” dal mio concetto di HiFi: l’inserimento nella catena di un MiniPC (con sistema operativo dedicato, Daphile) che adempisse alla funzione di network player, collegato ad un DAC dall’ottimo rapporto qualità/prezzo, scelto basandomi sui numeri che contano (parlando di DAC).

Non so voi, ma io, al sentire parlare di “PC” ho subito pensato ad un ingombrante e rumoroso “case desktop” con tutto il corredo di monitor, mouse, tastiera, cavi, etc, … Vi tranquillizzo subito: nulla di tutto questo fa parte del progetto che sto per descrivervi!

Beelink BT3 Pro II

Beelink_cpu

Il MiniPC “Beelink BT3 Pro II” scelto per lo scopo è fanless (senza ventole) ed è uno dei tanti MiniPC che si possono trovare in rete, trae alimentazione da un piccolo trasformatore simile a quello degli smartphone, ha una CPU Intel Atom x5-Z8350 – più votata al risparmio energetico che alle prestazioni – ma più che sufficiente per lo scopo, 4 GB DDR3 di memoria Ram saldati sulla scheda madre, 64 GB di memoria su eMMC. Integra diverse connessioni quali Dual Band WiFi, Bluetooth 4.0 e scheda Ethernet con porta RJ45, sono presenti anche tre porte USB 2.0 ed una porta USB 3.0., per non farsi mancare nulla è accessoriato sia di porta HDMI che di porta VGA.

Beelink_connections

Questo Beelink, acquistato per un centinaio di Euro (in offerta), viene venduto con Windows 10 già installato, ma grazie proprio al sistema operativo Daphile – che sostituirà Windows 10 – non avrà bisogno di monitor, mouse e tastiera per essere utilizzato.

Su molti Forum ed in alcune guide online, si legge che per scopi analoghi possono essere utilizzati anche dei “Thin Client” molto datati, quali i Fujitsu Futro (s450 s700 s900), che rispetto al Beelink BT3 Pro II hanno caratteristiche e prestazioni ancora minori, questione che evidenzia quanto poco sia necessario al s.o. Daphile per girare a dovere!

Sistema Operativo Daphile

Daphile_Audiophils

Il sistema operativo Daphile è un sistema open source, gratuito e leggero (occupa poco spazio su hard disk) ed è stato sviluppato per garantire la massima qualità possibile nella riproduzione di contenuti audio. Questo Sistema Operativo è stato pensato per essere utilizzato “dalla poltrona”, quindi lontani dal MiniPC, per mezzo di un qualsiasi altro terminale a nostra disposizione (smartphone, tablet, smartTV, altro PC) collegato alla stessa rete di casa.
Daphile_album

All’atto pratico, previo avvio del MiniPC e l’attesa di pochi secondi utili al caricamento del s.o., digitando l’indirizzo IP di Daphile (ad esempio: 192.168.1.XXX) nel browser web presente sul nostro terminale, arriveremo alla schermata principale di Daphile. Avremo così il completo controllo del sistema comodamente dalla nostra posizione d’ascolto, utilizzando quindi il terminale scelto (smartphone, tablet, etc.) come “telecomando” del s.o. Daphile.

Cosa fondamentale è che MiniPC e terminale di controllo siano collegati alla stessa rete, indipendentemente dalla modalità di connessione scelta. Ad esempio potremo avere il MiniPC collegato alla rete cablata di casa “TIM-12345678” (tramite porta RJ45) ed un dispositivo mobile collegato alla rete wifi di casa “TIM-12345678” (tramite router wifi), oppure entrambi in wifi, in base alle vostre possibilità/esigenze.

Online si trovano numerose guide per procedere all’installazione di Daphile (ad esempio ne trovate una molto completa a questo link), ma spesso non vengono sottolineati alcuni fondamentali, che vi elenco di seguito:

  • solo per la prima installazione sono necessari un monitor (su porta VGA o HDMI), un mouse e la tastiera (su porte USB), niente dispositivi wireless;
  • la prima l’installazione di Daphile deve essere effettuata utilizzando una connessione di rete cablata (quindi tramite porta RJ45), rari i casi in cui l’installazione è riuscita con una connessione wifi;
  • durante l’installazione è meglio non specificare l’indirizzo IP statico (anche se richiesto e consentito), ma accettare quello assegnato in automatico dal sistema, si potrà modificare lo stesso in un secondo momento;
  • quando il sistema ci darà una schermata fissa, con l’indirizzo IP di Daphile “192.168.1.XXX”, quello sarà il momento di continuare l’installazione dal terminale scelto, lo specifico perché molti utenti si bloccano in questa fase;
  • solo dal terminale scelto – previa digitazione nel browser dell’indirizzo IP indicatoci – sotto il menù “Setting > System Firmware” potremo concludere l’installazione scegliendo il supporto ove installare Daphile tramite la funzione “Select installation targhet drive”.

Daphile_install

Terminata l’installazione di Daphile, è bene andare a modificare l’indirizzo IP, rendendolo statico (così da poterlo facilmente ricordare e ritrovare) e se necessario attivare la connessione wifi (inserendo le giuste credenziali), queste procedure si effettuano tutte dal menù “Setting”, sempre disponibile.

Daphile_wifi

Io ho installato anche 2 “plugin” aggiuntivi, disponibili nell’apposita sezione. Nel dettaglio il plugin per accedere ai servizi streaming di “Qobuz”, utile per riprodurre (anche in Hi-Res Audio) la propria raccolta, ed il plugin “Upnp/Dlna” che abilità i protocolli necessari a comandare il sistema tramite funzionalità Upnp.

Come avrete quindi capito, il Mini PC con installato Daphile ha il “facile” compito di accedere alla nostra libreria musicale (sia essa in locale o tramite servizio streaming), farcela consultare e poi consegnare il contenuto scelto per l’ascolto al nostro DAC. Questa procedura di “consegna” dal Mini PC al DAC deve essere “Bit-Perfect”, ovvero non deve prevedere nessun tipo di elaborazione digitale del segnale (mixing dei canali, filtri, equalizzazioni, ricampionamenti o conversioni upsampling/downsampling), anche se possibili. Il MiniPC ed il DAC sono connessi tra loro da un comune cavo USB 2.0 che – con una capacità di trasferimento dati di 480 megabit al secondo (Mbps) – è addirittura sovradimensionato per lo scopo! Giusto per capirci: un classico file “Hi-Res Audio” da 24bit/192kHz richiede solamente 9,2 Mbps (192.000 Hz X 24 bit X 2 canali = 9,216,000 bits per secondo).

DAC Topping D70s

Topping D70s Front

Come evidenziato prima, la scelta di avere dispositivi separati, offre la possibilità di investire risorse diverse per i due scopi. Se per il MiniPC ho risparmiato ove possibile, nell’acquisto del DAC il budget rimanente a mia disposizione è stato destinato all’acquisto del prodotto che oggi (a mio modo di vedere) ha il miglior rapporto qualità/prezzo sul mercato: il Topping D70s.
Topping D70s Rear

Prima di analizzare le caratteristiche che mi hanno spinto ad acquistare il D70s, sfatiamo “miti e leggende” che gravitano da sempre intorno al mondo dei convertitori digitali analogici:

  • il DAC converte un flusso di dati digitali, di “uno” e di “zero”, in segnali analogici, la conversione avviene secondo una sequenza temporale perfettamente sincronizzata;
  • i “numeri che contano” quando si parla di DAC (valori che ne certificano le capacità), sono essenzialmente due: SNR (Signal to Noise Ratio) e THD (Total Harmonic Distortion)
  • SNR (acronimo, in italiano: rapporto segnale-rumore) è una grandezza numerica che mette in relazione la potenza del segnale utile rispetto a quella del rumore.
  • THD (acronimo, in italiano: distorsione armonica totale) è un parametro che informa della distorsione che un dispositivo introduce nei segnali elettrici che lo attraversano.
  • i DAC non “suonano” (virgolette d’obbligo) tutti nello stesso modo, prodotti che – per assurdo – utilizzano lo stesso chip, impiegando stati di alimentazione e progettazioni differenti, hanno caratteristiche soniche finali diverse.

Il Topping D70s, per farla molto breve e senza entrare in tecnicismi, ha parametri che lo collocano quasi al Top del catalogo Topping:

  • THD < 0.0004% (uscite RCA) < 0.0002% (uscite XLR)
  • SNR 124dB @1kHz (uscite RCA) 127dB @ 1kHz (uscite XLR)

superando in qualche misurazione da laboratorio anche i valori di riferimento del fratello maggiore D90! Ad oggi la linea D70 è l’unica a catalogo Topping che utilizza due chip DAC AKM AK4497, ovvero un chip per canale.

Topping D70s akm

Queste caratteristiche, l’ottimo rapporto qualità prezzo e non da ultime le recensioni positive di altri clienti, mi hanno convinto a procedere nell’acquisto di questo DAC. Scelta che oggi posso confermare corretta per le mie esigenze ed il budget a mia disposizione.

Se qualcuno si chiedesse “come suona” (virgolette sempre d’obbligo) questo DAC, posso confidare che – inserito nella mia catena – all’ascolto il D70s risulta tutt’altro che freddo, piuttosto corposo nella gamma medio-bassa, mantenendo però ampio dettaglio sulla medio-alta, caratteristica peculiare dei DAC della casa cinese. La scena sonora è sempre ampia e ben spaziata, quasi oltre i limiti fisici della mia saletta. Sensazioni d’ascolto personali e legate al resto della mia catena HiFi (valvolare Valver ML-130 con EL34 e diffusori Davis Acoustics Balthus 70).

Conclusioni

Da appassionato, non posso far altro che invitarvi a pensare a cosa sia meglio per voi ed a riflettere su quali siano le vostre reali esigenze. Per esperienza personale vi confido che – anche nel dispendioso mondo dell’alta fedeltà – risparmiando il giusto nell’acquisto di dispositivi che hanno compiti “facili”, è furbo investire di più nell’acquisto di componenti che hanno compiti più delicati, dai quali dipende in gran parte il risultato finale!

Beelink_Topping_Valver

Fatemi sapere cosa ne pensate (nei commenti qua sotto), raccontatemi quali scelte avete fatto e quali sono le vostre esperienze .. alla prossima e buona Musica a tutti!

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6 risposte

  1. Luigi ha detto:

    Come faccio a conoscere l’indirizzo IP di Daphile?

    • LeleBRT ha detto:

      Buonasera Luigi. Alla prima installazione, quindi con il MiniPC ancora collegato ad un monitor, terminata l’installazione a video appare l’indirizzo al quale collegarsi.
      Se invece non hai a disposizione un monitor collegato al MiniPC, puoi collegarti al tuo router per vedere l’elenco dei dispositivi connessi, tra i quali dovresti trovare Daphile.

  2. Luigi ha detto:

    Grazie mille!!!

  3. Paolo ha detto:

    Buonasera Luigi, chiedo a Te sperando di avere qualche lume. Da anni ho uno squeezebox touch ( collegato in WI-FI) da cui esco in coassiale verso un DAC autocostruito ( TDA1541A non oversampling con ingresso digitale e USB). Lo sqbox lo comando da un iPad con su iPeng. : ascolto la mia musica liquida che sta su un hd usb collegato allo Sqbox e le varie radio internet.
    Ho sentito di Daphile, l’ho installato su un vecchio portatile e funziona, con una qualità audio migliore dello Sqbox. Se però lo collego in wi-fi ( con l’hot spot di Daphile) non sento le radio e dall’iPad devo sempre cambiare rete wi-fi per navigare in internet. Se lo collego via cavo non ci sono problemi ma non posso tenere un cavo tra router e pc con Daphile ( ingombra) 🙁
    Domande:
    1) è possibile collegare Daphile al wi-fi di casa SENZA farlo funzionare come hot-spot?
    2) Nel caso non fosse possibile come posso ascoltare le radio con Daphile usando la connessione HOT-SPOT?

    Mi scuso per la prolissità.

    Grazie

    Paolo

    • LeleBRT ha detto:

      Buonasera Paolo, in attesa della risposta di Luigi – da quanto leggo – sembra che vi sia qualche limitazione sulla rete wifi di casa, perchè se con il cavo ethernet funziona, il problema è da legato al protocollo wifi. Chiedo per scrupolo: sei sicuro di aver portato a termine l’installazione di Daphile, scegliendo la memoria sulla quale installarlo, una volta avviato?

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