Suzuki Vitara ed il suo 1.4 Turbo MHEV – Perché sceglierla oggi?

Torniamo a fare “quattro chiacchere da bar” parlando di auto e relative motorizzazioni. Di recente io e la mia dolce metà abbiamo dovuto scegliere la nostra “seconda” auto di famiglia, seconda solo per numero, non per importanza, ed alla fine la scelta è stata .. obbligata!

Vitara_Copertina

Partendo dal presupposto che a noi serviva un’auto a benzina, visti i pochi km percorsi annualmente (circa 10.000), abbiamo scartato alla radice le motorizzazioni Diesel, concentrandoci su motorizzazioni benzina, preferibilmente con elettrificazione leggera, viste le sempre più frequenti restrizioni governative e l’idea di tenere l’auto per lungo tempo.

Quando nel 2015 abbiamo acquistato la Hyundai IONIQ full-hybrid il salto è stato importante, perché eravamo abituati ad un’auto tradizionale con cambio manuale e motorizzazione classica (articolo qui), ma all’epoca le auto ibride proposte dal mercato ed a budget erano poche, tutte full-hybrid e con le medesime caratteristiche di efficienza. Oggi il mercato è stato stravolto, completamente.

A listino si possono trovare molte alternative di auto “ibride” (in questo caso le virgolette sono d’obbligo), che si differenziano sia per categoria di mercato (citycar, berline, famigliari, suv, etc.) che per tipologia di elettrificazione (mhev, hev, phev), alternative che creano non poca confusione. L’imprevisto che abbiamo dovuto affrontare è che, oggi, quasi tutte le case automobilistiche propongono motorizzazioni oggetto di downsizing: cilindrate 1.0, 3 cilindri, alcune anche mhev e con prestazioni brillanti ma, all’atto pratico, tutt’altro che economiche o efficienti.

Questa tipologia di motorizzazione, durante i vari test drive effettuati, non ci ha conquistato. Abbiamo trovato (io in particolare, abituato ad altro) l’erogazione di questi motori non lineare, eccessiva presenza di vibrazioni trasmesse agli altri organi dell’auto e (su alcuni esemplari) una fastidiosa la tendenza a “sedersi” in fase di partenza. Caratteristiche che ci hanno inizialmente messo in difficoltà nella scelta, visto il nostro interesse per alcune auto che proponevano (purtroppo) solo questa tipologia di motorizzazione.

Parlando di “categoria” o “segmento”, le nostre esigenze ci hanno portato a scegliere una piccola Suv di categoria B, con dimensioni contenute e non lontane da quelle della nostra Ford Fiesta, magari con un passo simile a quest’ultima, per garantire analoga agilità, ma con dimensioni interne ed abitabilità maggiori, senza escludere possibilità di carico superiore, visto che la famiglia di è allargata!

B_Suv_Comparativa

Tirando le somme, per gusti personali ed interesse, abbiamo analizzato:

  • Volkswagen T-Cross (decisamente di moda, ma come consuetudine di casa VW molti accessori a noi utili andavano aggiunti al modello base, monta un 1.0 3 cilindri che ad onor del vero si è rilevato il meno rumoroso tra quelli provati, il 1.5 4 cilindri a catalogo conta una cavalleria per noi eccessiva e porta il costo di acquisto fuori budget).
  • Seat Arona (anche con Seat, parte del gruppo VW, la dotazione dell’auto è scarsa e bisogna aggiungere parecchi accessori per cucirsela addosso, facendo lievitare a dismisura il prezzo – competitivo – del modello base, anche qui troviamo lo stesso 1.0 TSI 3 cilindri di casa VW).
  • Ford Puma (bellissima, ma con scarsa capacità di carico ed un design da coupe che non aiuta affatto l’abitabilità interna e la capacità di carico, anche lei monta un 1.0 3 cilindri che conta una buona cavalleria a scapito dei consumi , peccato, perché ci sarebbe piaciuto acquistare ancora Ford).
  • KIA Stonic (dotazione molto ricca come da tradizione KIA, ma ha dimensioni ridotte rispetto alle sue dirette concorrenti che gravano quindi sull’abitabilità interna, disponibile sia con il 1.0 3 cilindri che con il 1.2 4 cilindri, quest’ultimo dotato di una bella erogazione, ma povero di coppia e potenza).
  • Hyundai BAYON (design decisamente ricercato, particolare, dotazione ricchissima già dal modello base, come per Stonic è disponibile sia con il 1.0 3 cilindri che con il 1.2 4 cilindri, purtroppo il design da coupé ed il lunotto posteriore rastremato non giovano alla capacità/possibilità di carico).
  • Toyota Yaris Cross (molto bella, ma la presenza della tecnologia full-hybrid su di un Suv ha – a nostro modo di vedere – poco senso, l’efficienza del sistema ibrido viene sminuita ed il prezzo di acquisito è elevato, aggiungendo accessori a noi utili la spesa è andata oltre il budget prefissato).
  • Suzuki Vitara Hybrid (la prescelta, che ha inaspettatamente vinto a mani basse sulle altre in quanto a contenuti, dotazione, motorizzazione, capacità di carico e – non da ultima – la presenza della trazione integrale, il tutto rispettando il nostro budget).

La scelta della nostra nuova auto è caduta quindi (paradossalmente) sul progetto più datato tra quelli da noi analizzati. L’attuale versione in commercio della Suzuki Vitara nasce infatti nel 2015, restyling e/o motorizzazioni inseriti negli anni successivi a parte, con tutti i suoi pro e contro.

Vitara_FRONT

Ma perché l’abbiamo scelta, tra tutte quelle provate?

Motorizzazione: il 1.4 Boosterjet mhev di casa Suzuki è un sistema ibrido ad elettrificazione leggera, derivato dal più “sportivo” 1.4 Boosterjet tradizionale, perde qualche kilowatt rispetto al suo predecessore ma guadagna kgm di coppia utili ove servono, ovvero nei primi giri di rotazione del motore. Dati alla mano il 1.4 (precisamente 1.373 cm3) nella nuova configurazione conta di 95 kW (129 CV) a 5.500 giri/min di potenza massima e ben 235 Nm a 2.000-3.000 giri/min di coppia.

Vitara_HMEV_Funzionamento

La tecnologia ibrida impiegata da Suzuki su Vitara è costituita da un motore elettrico da 48V, che svolge anche le funzioni di alternatore e motorino di avviamento, una batteria agli ioni di litio e un convertitore 48-12V.

Vitara_HMEV_Componenti

Questo sistema garantisce una continua assistenza al motore termico e un aumento dell’energia recuperata in fase di decelerazione,  le potenze in gioco e le capacità del sistema stesso non consentono mai alla Vitara di viaggiare puramente in elettrico, ma migliorano le prestazioni alla guida e riducono i consumi. 

Vitara_COCKPIT

Allestimento: abbiamo scelto la versione “TOP” quindi quella con l’allestimento più completo e confortevole (manca solamente il tettuccio in vetro, non di nostro interesse), scelta dettata in primo luogo dalla necessità di avere un accessorio per noi utile: l’ingresso keyless, ed in secondo luogo per i materiali dei sedili più raffinati rispetto a quelli proposti come primo equipaggiamento. Di serie la Vitara presentava già accessori di rispetto, quali ad esempio i 4 vetri elettrici (ed oscurati al posteriore), il climatizzatore automatico, un infotainment con disponibile – senza costi aggiuntivi – Android Auto (e/o Apple CarPlay) in grado di mantenere aggiornato, dinamico e multimediale il sistema Bosch di serie, piuttosto obsoleto nei contenuti generali.

Vitara_ADASDotazione ADAS, completa, di serie: penso che una delle cose più “odiose” – durante l’acquisto dell’auto – sia sentirsi dire: “no, questo accessorio va aggiunto a parte, costa …”. Per nostra fortuna in Suzuki hanno una politica aziendale differente, soprattutto quando si parla tratta di assistenza alla guida, offrendo già dall’allestimento base una dotazione ADAS più che completa, comprensiva di mantenimento della corsia, frenata automatica d’emergenza, prevenzione colpi di sonno, riconoscimento segnali stradali, cruise control adattivo e monitoraggio angolo cieco in marcia ed in retromarcia! Assistenti ai quali personalmente fatico a rinunciare, avendoli a disposizione già da tempo sull’altra auto di famiglia.

Vitara_BAULECapacità di carico: la Vitara è stata scelta anche per le sue doti poliedriche di trasporto, infatti le linee piuttosto squadrate degli esterni garantiscono spazi  utili all’interno dell’abitacolo, l’apertura ampia e la sagoma regolare del portellone posteriore fanno si che si possano trasportare carichi voluminosi, le barre sul tetto (presenti anch’esse di serie) hanno una buona portata di peso e – non da ultimo – il baule in configurazione standard presenta una capacità di carico di 375 litri, che diventano 1.120 litri con i sedili posteriori reclinati (in Suzuki hanno pensato bene di installare le componenti del sistema ibrido – batteria e convertitore – sotto i sedili anteriori, lasciando quindi libero il baule ed il doppio fondo dello stesso, a tutto vantaggio dello spazio.

Vitara_INTERNIRapporto qualità prezzo: Suzuki Vitara è notoriamente un’auto spartana, più votata alla concretezza che ai dettagli, non presenta particolari vezzi estetici degli di nota o interni particolarmente ricercati, anzi, sotto certi aspetti la potremmo definire “piuttosto economica”. Ciò nonostante abbiamo cercato di renderla un po’ più raffinata optando per l’allestimento Top (come anticipato) che prevede – tra gli altri – l’impiego di sedili rivestiti in similpelle ed alcantara. Ammettiamo sinceramente e consapevolmente che la maggior parte degli interni sembra fatta più per durare che per piacere, le platiche “croccanti” al tatto non mancano, né nella consolle centrale né nelle portiere .. “de gustibus”!

Vitara_ALLGRIPTrazione integrale: La trazione integrale AllGrip è innegabilmente parte integrante del DNA di Vitara, che oggi è comunque proposta anche in configurazione 2wd, per coloro che fanno dell’auto un utilizzo prettamente cittadino. Noi abbiamo optato per la versione AllGrip perché in futuro prevediamo di sfruttarla e perché (dopo aver analizzato alcune video recensioni dimostrative, del funzionamento del sistema) abbiamo dedotto che è efficacie in presenza di un telaio con baricentro alto come quello di Vitara, intervenendo in caso di necessità per garantire sempre una tenuta di strada ottimale. Non da ultimo, il valore economico che la Vitara mantiene nel tempo nella versione AllGrip, da sempre ricercata e preferita dalla clientela affezionata.

Concludo l’articolo confidandovi che l’acquisto della nostra futura auto non è stato spensierato, a me piace fare acquisti informati, mi piace essere consapevole di quello che sto acquistando (per capire se farà o meno al caso nostro) e proprio a riguardo di Vitara, online, ne ho lette di belle e di brutte! Essendo un progetto nato nell’ormai “lontano” 2015,  tutte le problematiche dell’attuale Vitara sono state analizzate, condivise, affrontate, alcune risolte, altre no .. non è sempre facile essere costruttivi nel leggere alcune difficoltà riscontrate dalla clientela.

Vitara_SIDE

Una cosa è certa: all’atto pratico, i diversi test drive che abbiamo effettuato (sia io che la mia dolce metà), hanno giocato un ruolo fondamentale ed hanno vinto a mani basse, che forse è il “feedback” più importante che un cliente interessato può sperare di avere. Anche perché con questa Vitara vorremmo fare più strada possibile!

Vitara_OVER

Noi restiamo fiduciosi e ci prepariamo ad una lunga attesa, visti gli eventi mondiali importanti che non agevolano le consegne delle vetture nuove. Speriamo di interpretare correttamente l’animo di questa vettura .. grazie per aver letto sino a qui, auguro “buona Vitara” a tutti 😉

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi