Hybrid o non Hybrid, questo il problema ..

Ecco il primo articolo del mio Blog che non ha per oggetto la MT-09 Tracer, ma che rimane comunque legato al mondo dei motori.

Qualche mese fa è giunto anche per me il momento – l’esigenza – di cambiare auto ed il mio desiderio è stato quello di investire (denaro e fiducia) nelle nuove tecnologie .. nella scelta il mio passato da “Nerd” mi ha condizionato abbastanza, devo essere sincero!

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Come già confidato sono stato appassionato sin da piccolo al mondo dei motori e delle 2 ruote, il tutto condito però da un insano interesse per le nuove tecnologie ed il concetto di “Hybrid” ha fuso perfettamente questi due aspetti legati al mio carattere, ma i dubbi sono stati tanti, perchè non ho mai avuto un’auto ibrida ed il salto “dal passato al futuro” è stato impegnativo.

Sono sempre stato uno di quelli che “l’auto deve avere un rapporto peso potenza decente, il cambio deve essere tassativamente manuale, i cerchi almeno da 18 pollici, ecc ecc” .. ma guardando “oggi” il mercato delle potenziali auto che potevano fare al caso mio (con motorizzazione a benzina, visto il basso chilometraggio che percorro annualmente) a listino mi sono ritrovato quasi tutte le case automobilistiche che proponevano motori piuttosto piccoli ma “pompati” di cavalli, che seppur moderni, hanno consumi simili a quelli dei 1.6 aspirati di vecchia concezione, assurdo.

Da allora la crescita esponenziale del mio interesse (e dei miei approfondimenti) verso una motorizzazione ibrida, ecologica e di concezione moderna, che offra quindi consumi ridotti grazie all’aiuto di un motore elettrico (associato ad un motore a benzina) e che regali – perchè no – il giusto brio nel traffico cittadino .. ma fermi tutti: e quello che notoriamente definiamo “piacere di guida”? Dove lo mettiamo?

Assetto e dinamica dell’auto a parte, quello che – a me personalmente – ha sempre dato la sensazione di “controllo” dell’auto, è stato il cambio. Scegliere il rapporto corretto, avere freno motore, creare trazione, gestire il numero dei giri motore in ogni marcia, sono cose alle quali non volevo rinunciare, perchè pur utilizzando prettamente l’auto in città (dove purtroppo si passa più tempo in coda che altro) qualche uscita fuori porta capita!

Le auto ibride da me provate in passato (principalmente Toyota) mi avevano creato qualche “imbarazzo” durante la guida, proprio a causa dell’effetto “scooter” (sono motociclista e vorrete perdonatemi) legato al cambio a variazione continua CVT, che per quanto efficiente e ben progettato, regalava sensazioni molto lontane da quelle da me ricercate nella guida.

Poi un bel giorno i tecnici coreani di Hyundai (chi l’avrebbe mai detto?) hanno deciso di progettare un’auto che sotto il nome di IONIQ integri tre diverse soluzioni (Hybrid, Plug-In, Full Electric) equipaggiate tutte di serie con un cambio a 6 marce DCT a doppia frizione, che nella modalità “SPORT” diventi sequenziale, lasciando a chi è al volante libera scelta nell’utilizzo dello stesso.

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Quando ho letto le prime recensioni sulla IONIQ sono rimasto piacevolmente sorpreso dai feedback dei tester e dagli articoli positivi redatti sulle principali testate giornalistiche del settore, da qui il passo in concessionario per alcuni test personali ed approfonditi è stato breve e vi confido che da subito l’ho trovata adatta alla mia guida ed alle mie necessità!

La IONIQ in “pillole” (articolo tratto da omniauto.it)

Auto nate ibride: finora ce n’era solo una e, prima di avere la missione classica di vendere, aveva quella di essere ambasciatrice di un messaggio. Allora era profezia, oggi invece il verbo dell’ibrido è diventato consuetudine, ma la Hyundai ripercorre le orme di chi lo introdusse quasi 20 anni fa, proprio partendo da una vettura-manifesto, ma con tutte le doti di praticità, piacevolezza e – ovviamente – di efficienza che ci vogliono per essere, allo stesso tempo, emblema e auto da tutti i giorni acquistabile ad un prezzo ragionevole. Questo è quel che vuole essere la Hyundai IONIQ, la prima auto al mondo nata non solo ibrida, ma anche elettrica ed ibrida plug-in. Un’auto dunque che, guarda al futuro, ma anche al presente e punta molto sulla sua “normalità” per far colpo verso chi in passato aveva magari considerato un’auto ibrida, ma l’aveva scartata proprio perché gli appariva un salto in avanti troppo marcato.

Sotto al cofano troviamo un propulsore “Kappa”, un 1.6 benzina GDI 4 cilindri ad iniezione diretta (a ciclo atkinson), che eroga la potenza di 105 CV e 147 Nm di coppia massima, sviluppato appositamente per abbinarsi alla propulsione ibrida e collegato ad un inedito cambio a sei rapporti a doppia frizione (DCT). Il motore elettrico, alimentato da una batteria con polimeri agli ioni di litio dalla capacità di 1,56 kWh posizionata sotto i sedili posteriori, eroga 32 kW (43,5 CV) con una coppia massima di 170 Nm; così la potenza massima complessiva è di 103,6 kW (141 CV), con emissioni di CO2 previste partono da 79 g/km (ciclo combinato).

In tema di sicurezza attiva, su ogni IONIQ ci sono diversi dispositivi tra cui: l’AEB (Frenata Autonoma d’Emergenza), il Lane-Keep Assist System (LKAS), il controllo dell’angolo cieco (BSD), la vista posteriore (Rear Cross Traffic Alert) e al Cruise Control adattivo.

La IONIQ è quella che gli anglofili chiamano “fastback” e noi potremmo definire “due volumi e mezzo“, ovvero con il portellone, ma con un accenno ci coda. Permette la sintesi perfetta tra dimensioni giuste (è lunga 4,47 metri), aerodinamica da primato (cx 0,24) e ampio spazio interno. Ci si entra ed esce facilmente, ci si sta comodi anche in 5 anche se chi è più alto di 1,80 metri quasi tocca. Dietro sono presenti le bocchette per la climatizzazione ma manca una presa di ricarica. Disseminate in tutto l’abitacolo ci sono comunque due prese accendisigari, una USB dedicata all’infotainment e una a ricarica veloce posizionata nel bracciolo, nonché una superficie a induzione per la ricarica dello smartphone. Chi ha bambini, sappia che gli attacchi ISOFIX per il seggiolino si trovano solo dietro e sono annegati. Per i bagagli ci sono da 443 a 1.505 litri: niente male, ma il bordo è un po’ alto, gli schienali non si possono sbloccare da dietro e non c’è un’apertura per gli sci e gli oggetti lunghi. Il vano è protetto da una cappelliera facile da gestire, ma non è realizzato con la stessa cura dedicata all’abitacolo. Qui la qualità c’è ed è quella “tedesca” alla quale i coreani ci hanno abituato: materiali di bell’aspetto e non si vede neppure una vite. L’ergonomia è davvero rigorosa e l’unica nota stonata è il freno a pedale sulla sinistra. La posizione di guida è riposante, solo un po’ penalizzata dalla visibilità dietro – che migliora con la retrocamera di serie su tutte le versioni – e anche la parte telematica, con schermo da 8 pollici, offre una approccio facile ed intuitivo con servizi online e aggiornamento mappe gratuiti per tutta la vita della vettura.

Concludendo, con delle premesse così ho “dovuto” dare fiducia al marchio (che non conosco assolutamente) e vi confido che non mi ha fatto impazzire il fatto di acquistare un’auto di cui ancora si conosce poco, saranno possibili richiami e problematiche legate al nuovo progetto, come sempre – come è stato anche per la Yamaha MT-09 Tracer – ma ho voluto premiare Hyundai, scegliendo IONIQ, per il progetto e le soluzioni applicate .. speriamo bene, vi terrò aggiornati!

Grazie per aver letto sino a qui, auguro “guida efficiente” a tutti 😉

5 thoughts on “Hybrid o non Hybrid, questo il problema ..

  1. Matteo

    Io ho provato la IONIQ sulla ex pista Alfa Romeo adiacente al Centro di Arese e ne sono stato molto piacevolmente colpito. Posseggo una Honda Insight Hybrid della quale sono molto soddisfatto ma la IONIQ, complice la freschezza del progetto e le soluzioni adottate, sembra essere avanti anni luce, se dovessi cambiarla farei anch’io la stessa scelta. Complimenti per l’acquisto e attendo tra qualche tempo di conoscere le tue impressioni d’uso. Ciao.

  2. Matteo

    A distanza di qualche mese di utilizzo mi piacerebbe sapere come va la IONIQ, pregi, difetti, consumi e piacere di guida, insomma una piccola recensione per sapere se rifaresti la stessa scelta.
    Domanda: prima dell’acquisto hai preso in considerazione altre ibride tipo NIRO o C-HR per citare le più dirette concorrenti?
    Ciao

    1. LeleBRT Post author

      Grazie per la domanda Teo! Ti rispondo subito con un convinto “Si, rifarei la stessa scelta!”
      A distanza di qualche mese e circa 6000 Km percorsi mi ritengo abbastanza soddisfatto della IONIQ, ha come tutte le auto “pregi e difetti”, ma ad oggi il giudizio è assolutamente positivo.
      Premetto che è la mia prima Hybrid ed ho dovuto prendere le dovute accortezze nella guida, nonostante ciò ad oggi ho un consumo medio che varia dai 22 ai 24 Km/L, non male tenendo conto che i circa 6000 km sono stati principalmente macinati nell’interland milanese.
      La guida è bella, rilassante e divertente (cosa che non avrei mai immaginato possibile su una Hybrid), al volante si affronta con serenità la strada ed i km passano senza pesare, senza stress, poi in modalità Sport (quindi con cambio sequenziale, manuale) il carattere della IONIQ entra in quello che io chiamo “mood PlayStation”, con partenze fulminee, ottima coppia ai bassi ed un allungo che ruba qualche sorriso a chi è al volante, impagabile in quelle situazioni dove si ha la necessità di “sentire” l’auto e “decidere” marcia e giri motore (es. montagna o misto guidato).
      Apprezzo molto (e mi stanno creando dipendenza) tutti gli aiuti alla guida presenti sulla IONIQ con allestimento Style, il cui intervento combinato fa viaggiare la IONIQ praticamente in modo semi-autonomo, soprattutto quando le condizioni del traffico lo consentono.
      Le note negative ci sono, ma le reputo legate a mie esigenze personali, una su tutte la “qualità” di alcune plastiche delle portiere e la fattezza di alcuni rivestimenti interni, davvero troppo economici e dilicati, soggetti ad usura e graffi, ma leggendo in rete ho scoperto che tutto rientra in un discorso “ECO” legato alla IONIQ, che ha riguardato anche i processi produttivi e le scelte dei materiali.
      Segnalo, per chi avesse l’esigenza di avere due treni di pneumatici (estate/inverno), che Hyundai Italia omologa a libretto solo una misura di pneumatici/cerchi, quelli montati di serie al momento dell’omologazione, senza possibilità di avere misure alternative già a libretto, pur essendoci in circolazione IONIQ con cerchi da 15 (versione base) e IONIQ con cerchi da 17 (versioni più accessoriate).
      Altra nota negartiva è (sembra essere) il post vendita, che pare poco predisposto e preparato alla risoluzione di eventuali problemi legati al progetto IONIQ, sembra che vi sia stata scarsa formazione e preparazione delle officine, quantomeno a livello nazionale, non ho informazioni per quanto concerne i mercati esteri.
      Prima dell’acquisto ho passato in rassegna tutte le Hybrid presenti sul mercato, ho poi scelto IONIQ perché quella più vicina alle mie esigenze, effettuando vari test delle candidate (al volante) ho trovato “imbarazzante” la dinamica di funzionamento del cambio automatico CVT (effetto scooter, no grazie), la Niro era una valida alternativa a IONIQ (montando lo stesso powertrain) ma essendo un piccolo Suv non l’ho trovato di mio gusto e poco conforme alle mie esigenze.
      A rileggerci, Lele.

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